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La conoscenza della natura applicata alla scienza
La conoscenza della natura
applicata alla scienza

Rodiola

L'estratto di Rhodiola rosea risulta essere anche ai frenetici giorni d'oggi, un estratto naturale altamente efficace, dalle grandissime proprietà adattogene che possono aiutare a rimanere mentalmente attivi, prestanti ed efficienti in situazioni di particolare stress psicofisico.

La Rhodiola rosea è una pianta medicinale appartenente alla famiglia delle Crassulaceae originaria della Siberia, ma è molto diffusa anche in Mongolia e cresce spontanea anche sui monti del Nord-Europa, in Lapponia e Scandinavia, e del Nord-America in Alaska. L’uso della rhodiola ha una storia veramente leggendaria come tanti altri estratti fitoterapici. La radice, impiegata per migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza immunitaria e in generale per migliorare lo stato di salute psicofisico. Si racconta persino che i Vichinghi la prendevano come rinvigorente dopo un intenso sforzo fisico. In Tibet, poi, le antiche popolazioni locali la assumevano per meglio adattarsi all’altitudine e al clima rigido, cosi come in Siberia, che oltre a essere usata per difendersi dalle basse temperature invernali, vigeva la credenza popolare che chi bevesse tutti i giorni il suo infuso, sarebbe vissuto per più di un secolo; inoltre, la radice di Rhodiola rosea veniva regalata agli sposi per propiziare la buona salute dei nascituri, siccome era ritenuta un potente stimolante. Anche nella Medicina Tradizionale Cinese, usavano la radice per curare diversi disturbi e per il suo effetto rinvigorente. I primi studi scientifici sulla Rhodiola risalgono alla prima metà del secolo scorso, quando diversi scienziati, per lo più russi, iniziarono ad osservare gli effetti che aveva questa pianta indigena, ma solo nei primi anni ’60 le informazioni sui benefici e le proprietà della Rhodiola sono stati resi pubblici al mondo occidentale.

Al giorno d'oggi, quando la stanchezza si fa sentire, se si vive un periodo particolarmente stressante o faticoso, durante i cambi di stagione, allenamenti intensivi, momenti di necessaria costante concentrazione, e in tutte quelle situazioni in cui il fisico si debilita, assumere la rodiola può aiutare a ritrovare l’equilibrio.

Le radici di rhodiola hanno un'azione adattogena, antistress, favorente in generale le capacità di apprendimento e di memoria, ben conosciute e tramante ad oggi dalla medicina popolare siberiana, cinese, e scandinava. Proprietà che sono state provate scientificamente e sono riconducibili alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, in particolare il salidroside e la rosavidina, la cui struttura chimica è simile a quella della siringina (eleuteroside B), uno dei principi attivi dell'eleuterococco. Il salidrosalide è il composto farmacologicamente più attivo. Questo glicoside è presente nella radice di Rhodiola rosea, chiamato anche rodioloside ed è noto con il nome di rodosina. Assumerlo stimola la produzione di serotonina, adrenalina e dopamina, migliorando il tono dell’umore con un effetto antidepressivo, potenziando anche le capacità intellettive agendo positivamente sulle funzioni metaboliche (di cuore, fegato e muscoli) senza effetti collaterali. Gli acidi organici e i flavonoidi contenuti nella Rhodiola rosea, invece, ne determinano le sue proprietà antiossidanti.

La Rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine in grado di prevenire le variazioni ormonali indicative dello stress. Ha effetto cardioprotettivo, in presenza di tachicardia e palpitazioni dovute all’ansia, al nervosismo e permette di accrescere la resistenza allo sforzo e di ridurre la durata dei tempi di recupero, dopo un esercizio intenso. Infatti in ambito sportivo, gli scienziati sovietici ne consigliavano l'uso per gli atleti, per migliorare l'attività cardiovascolare e ventilatoria durante attività di endurance, per ottimizzare il flusso energetico mitocondriale, promuovendo livelli più alti di adenosina trifosfato (ATP) e creatina fosfato nei mitocondri, garantendo così un miglioramento generalizzato del metabolismo ossidativo. Di aiuto nel sostenere le difese immunitarie dell'atleta, riducendo il rischio di sovrallenamento, durante sessioni allenanti intense o competizioni di endurance. Sull'atleta viene apprezzato il fatto di ridurre l'insorgenza dei dolori successivi all'allenamento intenso "DOMS" (delayes onset muscole soreness), agevolando così il recupero muscolare, dove viene notato una riduzione di citochine infiammatorie e di marcatori di danno muscolare quali mioglobina, creatinkinasi e lattato deidrogenasi, avvalorando così il tanto citato ruolo "mioprotettivo".

La pianta presenta proprietà dimagranti, dovuta alla stimolazione di alcune lipasi in grado di accelerare la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito (lipolisi) per trasformarli in grasso bruno, così da essere facilmente sintetizzato, cioè "bruciato" per produrre energia.

Le virtù maggiori per la quale oggi è conosciuta e diffusa è che è un ottimo adattogeno "antistress", in quanto aiuta a riprendersi da stati di spossatezza fisica e mentale dovuti a periodi di vita particolarmente “faticosi”, che determinano anche nervosismo accentuato. Agisce soprattutto a livello del sistema simpatico, contro ansia e depressione, aumentando (fino al 30%!) i livelli ematici di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile della sensazione di benessere, e contrastando gli effetti nocivi del cortisolo, l'ormone dello stress, riducendo notevolmente anche la fame ansiosa. I glicosidi contenuti nella radice sono pure capaci di incrementare i livelli di dopamina, sostanza capace di trasmettere al S.N.C. un segnale di sazietà.

Studi sovietici hanno dimostrato che, agendo come stimolante sul sistema ormonale femminile, è indicato in caso di amenorrea, oltre a migliorare significativamente la fertilità. Su quello maschile favorisce la funzionalità e la prestazione sessuale nel 70% degli uomini sofferenti di disfunzione erettile o di eiaculazione precoce.
La Rhodiola rosea non ha particolari controindicazioni, ma ad alte dosi può provocare insonnia e irritabilità. Da evitare l'uso in gravidanza e durante l’allattamento. Non somministrare Rhodiola rosea ai bambini.

E' sconsigliato l’utilizzo se si soffre di disturbi cardiaci o pressione alta, come pure in caso di esaurimento nervoso o un elevato stato ansioso. Non usare assolutamente la rodiola se si assumono farmaci antidepressivi, ansiolitici e barbiturici, poiché ne aumenta gli effetti collaterali.

L'estratto di Rhodiola rosea risulta essere anche ai frenetici giorni d'oggi, un estratto naturale altamente efficace, dalle grandissime proprietà adattogene che possono aiutare a rimanere mentalmente attivi, prestanti ed efficienti in situazioni di particolare stress psicofisico, intervenendo sullo stato di affaticamento fisico e mentale, migliorando l'attenzione, la concentrazione, la resistenza alla fatica, senza contrastare le normali funzioni biologiche.

Dott. Gabriele Trapani
Direttore ricerca e sviluppo Yamamoto®
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