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La conoscenza della natura applicata alla scienza
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La flora intestinale: fondamentale alleato della nostra salute psicofisica

È un'epoca in cui spesso si sente parlare (giustamente!) dell'importanza di una buona integrazione probiotica per l'equilibrio della flora intestinale, componente fondamentale per la nostra intera salute psicofisica non "solo" immunitaria o a seguito di forme gastrointestinali virali o batteriche.

È un'epoca in cui spesso si sente parlare (giustamente!) dell'importanza di una buona integrazione probiotica per l'equilibrio della flora intestinale, componente fondamentale per la nostra intera salute psicofisica non "solo" immunitaria o a seguito di forme gastrointestinali virali o batteriche. Non a caso si parla molto di "microbiota" e di come la ricerca vada avanti e scopra quante siano le correlazioni con vari disturbi.

COSA È IL MICROBIOTA UMANO E QUAL È LA SUA IMPORTANZA

Il microbiota umano è l'insieme di microrganismi che si trovano nel tubo digerente dell'uomo e costituisce l'ecosistema più concentrato a tutt'oggi noto. Per microbioma invece si intende l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi che colonizzano il nostro tratto digerente e che costituiscono nel complesso il microbiota. Delle circa mille specie di microrganismi identificati dove i più numerosi dei quali sono batteri, e in misura inferiore miceti e virus), ogni essere umano ospita qualcosa come 160 specie. Uno stato di equilibrio tra i batteri buoni e i batteri dannosi (eubiosi) è quindi fondamentale per garantire il buon funzionamento di tutto l'organismo. L'alterazione di questo equilibrio (disbiosi) è all'origine di molti stati patologici, non solo a carico del sistema digerente: intestino irritabile, stipsi o diarrea, infiammazioni intestinali, ma anche malattie legate alla sfera immunologica, allergie, patologie autoimmuni, che possono essere la fonte di infezioni recidivanti ricorrenti dell'apparato urinario (cistiti, vaginiti, prostatiti), ma anche verso alterazioni metaboliche (insulino-resistenza, ipercolesterolemia, obesità) e persino disturbi comportamentali e dell'umore visto che il 90% della serotonina, il neurotrasmettitore principe che regola il tono dell'umore, si trova nella parete dell'intestino.

LE CARATTERISTICHE DEL PROBIOTICO IDEALE

Il "probiotico ideale" dovrebbe avere una buona conservazione nel tempo (molti dei probiotici in commercio hanno vita molto breve, e spesso li si assumono già morti/inattivi). Essi devono essere in grado di resistere sia al passaggio attraverso i succhi gastrici (acidi), sia ai sali biliari (alcalini), e se riescono a giungere indenne nell'intestino, dovrebbero poi saper aderire alle pareti intestinali e competere efficacemente con i batteri patogeni presenti, per poi saper essere capaci di svolgere tutta una serie di attività nutrizionali e difensive di cui sono fortissimi promotori. Tra i tanti ceppi, c'è certamente un "super lattobacillo", L. Acidophilus, in particolare ancor di più il DDS-1, ceppo che ha dimostrato in numerosi studi di essere ancora vitale all'80% dopo un anno dalla produzione e senza essere refrigerato, di poter attraversare indenne i tratti acidi e alcalini dell'intestino e, una volta arrivato, di riuscire efficacemente ad aderire alle sue pareti e proliferare. Il DDS-1 riesce a soppiantare sensibilmente l'escherichia coli presente nell'intestino (con evidente azione antidiarroica), e ha mostrato la sua capacità di produrre adeguate quantità di Beta-galattossidasi, enzima necessario a scomporre il lattosio. Il prezioso DDS-1 ha mostrato una potente attività antimicrobica, e di possedere importanti proprietà protettive e preventive. La ragione fondamentale di queste straordinarie proprietà del DDS-1 sta nel fatto che è il ceppo batterico proprio dell'intestino umano, da cui è stato estratto e successivamente messo in colture adeguate. Fondamentale sapere che mentre gli altri ceppi di acidofilo proliferano a una temperatura di 44 °C, il DDS-1 preferisce una temperatura di 37 °C, la temperatura del nostro corpo, dimostrando un grande tasso di crescita anche in presenza dei sali biliari. Altro notevole "plus" è che Il DDS-1 si è anche dimostrato resistente a molti tipi di farmaci antibiotici (che colpiscono anche la flora batterica "buona"), quindi in caso di terapie antibiotiche, aiuta realmente a restaurare in breve tempo l'eubiosi intestinale.

Dott. Gabriele Trapani
Direttore ricerca e sviluppo Yamamoto®
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